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Bagnini, il vento dell’Est «Rimpiazzati dai romeni»

La Valtur non prende più italiani, in Versilia già scattate le prime assunzioni E la categoria freme: «Trecento euro per cinque mesi di lavoro? Non ci stiamo»

VIAREGGIO. Soffia il vento dell’Est tra gli ombrelloni della Versilia.

E la paura del bagnino “locale” è di fare la fine dell’operaio, il cui posto di lavoro è stato divorato dalla globalizzazione.

A vantaggio di colleghi di altri Paesi con stipendio più basso.

Il tam tam è partito da Internet, come ormai accade per molte discussioni e polemiche.

A proposito di una notizia pubblicata dalla Nuova Sardegna che, in effetti, ha del clamoroso: la Valtur, titolare di numerosi villaggi turistici, si è affidata a una società romena per l’assunzione di bagnini.

E gli ingaggi, così come prevede la direttiva Bolkestein, potranno essere fatti tutti a Bucarest; disciplinandoli – tra l’altro – secondo la legge romena, perché la direttiva consente appunto di comportarsi nel Paese straniero come nel proprio Paese d’origine.

Il che ha soprattutto una conseguenza: quella di dare ai futuri bagnini dei salari assai ridotti.

Poche centinaia di euro per un’intera stagione estiva, tanto per capirsi.

Ora, si dà il caso che anche in Versilia ci sono già state le prime assunzioni di personale non italiano negli stabilimenti balneari.

Però – bisogna precisarlo – si tratta di una cosa ben diversa: per quanto possa essere pagato meno dei suoi colleghi italiani, lo stipendio di un lavoratore marocchino o romeno non può scendere troppo, visto che comunque siamo in Italia e il contratto di lavoro è quello previsto dal nostro Paese.

A meno che non sia un’assunzione in nero, ovviamente.

«Qui si tratta di un pericolo ben preciso – afferma Emiliano Favilla, balneare oltre che ex sindacalista della categoria – quello di veder assumere valanghe di bagnini, provenienti appunto dall’Est, con paghe da fame al posto di chi c’era fino ad ora.

Trecento euro per cinque mesi di lavoro: una cosa possibile, se davvero la Bolkestein venisse applicata anche da noi, perché i grandi gruppi come la Valtur potrebbero prendersi uno stabilimento balneare con l’asta, e affidarsi a società estere per la ricerca di personale».

Certo, siamo su un filo sottilissimo.

Non temono i bagnini, storicamente libertari, di passare un po’ per razzisti?

«Assolutamente no – dice Favilla – e ci metto la faccia, visto che non è un mistero per nessuno la mia militanza di sinistra.

Quello che tengo a precisare è che l’assunzione di un dipendente con contratto regolare e a stipendio regolare non può e non deve essere contestata. Permetteteci, però, di dubitare che questo avverrà.

E ho paura, lo dico da balneare con tanti anni di esperienza alle spalle, che uno straordinario sfogo per l’occupazione in Versilia come l’ingaggio da bagnino finisca.

Vi immaginate se succedesse?

Sarebbe l’ennesima picconata al nostro sistema non solo turistico, ma sociale».

fonte: http://iltirreno.gelocal.it

2 comments to Bagnini, il vento dell’Est «Rimpiazzati dai romeni»

  • Cristian

    io sono un ragazzo straniero… e non penso che qualcuno lavoro 5 mesi per 300 euro… e impossibile… questa e una stronzata

  • Cristian Di sicuro non siamo razzisti e speriamo proprio che tu abbia ragione!
    La fonte di quest’articolo è quella di un autorevole quotidiano: il tirreno.
    Siamo fermamente convinti che se tutto ciò è vero deve essere condannato, questo è uno sfruttamento inqualificabile.

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