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Disidratazione come una subdola … causa di disturbo

di Alex Stecchezzini e Gabriela Vasile

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Dopo una calda stagione appollaiato sotto ad un ombrellone, esposto a vento, sole, salsedine e molta concentrazione, ho deciso di affrontare l’argomento andando ad approfondire le curiosità del nostro organismo in un attività dove la concentrazione, l’attenzione e la capacita fisica, prosciugano le nostre risorse fisiologiche mettendoci in difficoltà.

Anche con poca motilità possiamo surriscaldarci e compromettere le funzionalità di base del nostro centro di controllo, la ghiandola situata all’interno del nostro cervello chiamata ipotalamo.

Il nostro corpo ha una temperatura interna di circa 37°C. Questa temperatura deve rimanere costante per garantire il benessere e le normali funzioni dell’organismo.

La Temperatura riflette il movimento casuale delle particelle ed è quindi correlata all’energia cinetica delle molecole. Non si può parlare di calore contenuto in un corpo ma solo di energia contenuta.

Temperatura = indice dello stato termico di un corpo.

Calore = forma di energia in transito.

 

Per mantenere una corretta efficienza dei nostri organi, il nostro corpo attua una serie di meccanismi di raffreddamento e ciò richiede un forte impegno.

In effetti l’organismo per mantenere costante la temperatura interna consuma moltissima energia, utilizzando le risorse saline e proteiche che sono stoccate nella cute e nei muscoli.

All’ipotalamo, sono connessi una serie di sensori della temperatura posti in periferia, i quali registrano ed inviano informazioni sul calore esterno.

Quando fa troppo caldo, il sistema innesca una serie di meccanismi che sono in grado di cedere calore all’esterno, mentre nella situazione opposta, ovvero quando fa troppo freddo, interviene limitando la dispersione del calore.

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Torniamo alle nostre esigenze di Noi che siamo in balia degli agenti esterni, sole, vento, stress da concentrazione… e non solo, ma anche da narcolessia ambientale…

Questo problema di disidratazione e  una carenza superficiale di ossigeno dovuta alla sudorazione accentuata e la vaso dilatazione, crea un abbassamento di pressione. Di conseguenza abbiamo una fastidiosa sensazione di spossatezza e sonnolenza, compromettendo così il nostro centro di comando e la sicurezza dei natanti.

La disidratazione è un sintomo che manda in crisi il nostro “organo nobile”, creando un grosso scompiglio per quanto riguarda la concentrazione e la prestanza fisica.

La “temperatura percepita”, ossia la sensazione di “caldo” o di “freddo” che viene avvertita, è influenzata dunque dalle condizioni ambientali.

Per esempio l’umidità dell’aria può aumentare la sensazione di caldo, mentre il vento può aumentare la sensazione di freddo.

Un contenuto maggiore di vapore acqueo nell’aria rende meno agevole l’evaporazione di sudore, processo fondamentale per il corpo umano per liberare calore in eccesso. Il  vento invece aumenta la velocità con cui il corpo disperde calore. L’esposizione al vento, che da una parte ci distoglie dal caldo diretto eliminando la sensazione di sudore sulla pelle,  dalla altra ci fa perdere liquidi ininterrottamente senza accorgercene.

Un consiglio molto importante è sicuramente quello di mantenere la nostra superficie cutanea, meno esposta agli agenti esterni.

In presenza di temperature esterne elevate il sistema di termoregolazione interviene anzitutto aumentando la sudorazione. Il sudore evaporando raffredda la superficie del corpo, promuove la dilatazione dei vasi sanguigni. Il sangue raggiunge più agevolmente i tessuti periferici e cede loro calore, il quale a loro volta cedono finalmente questo calore all’ambiente circostante.

La pelle è un grande radiatore che permette al sudore e al sangue di cedere calore, ma anche il respiro accresce con facilità la dispersione del calore (aprire la bocca per rinfrescarsi come fanno gli animali per esempio, potrebbe essere un’ottima idea)…

Il sudore non è altro che acqua con dei sali minerali (proveniente da tutti i compartimenti dell’organismo, compreso il sangue) .  Un litro di sudore contiene 1,5 gr di sali minerali il 40% dei quali è rappresentato dal sodio. Segue il potassio presente in misura meno significativa.

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Un eccesso di acqua, in una persona sana, può essere facilmente smaltito attraverso l’urina, che apparirà di colore chiaro. Un difetto di acqua invece creerà sempre una situazione di disagio per l’organismo, che cercherà di risparmiare liquidi e renderà l’urina più concentrata e quindi più scura.

Le urine più scure saranno indice di disidratazione e inizio di svariati sintomi.

Si possono evidenziare: stanchezza, gonfiori e dolore agli arti inferiori (infatti la circolazione verso il cuore è rallentata e causa situazioni di stasi a livello delle gambe e piedi), disidratazione con secchezza cutanea e crampi (per i sali minerali persi con la sudorazione, i quali sono necessari ai muscoli per lavorare correttamente).

Possono anche presentarsi svenimenti e colpi di calore (ipertermia).

Il colpo di calore è un aumento anomalo della temperatura del corpo che può raggiungere addirittura i 46°C ed il sistema di termoregolazione che presiede nel cervello a non funzionare più in modo corretto.

Può presentarsi più frequentemente quando si staziona in ambienti caldo-umidi, come per esempio le nostre piscine chiuse, dove l’aerazione spesso non è delle migliori. Condizioni che ostacolano la sudorazione corporea, la quale ricordo, ci permette di raffreddarci.

Si può  manifestare con mal di testa, nausea, blocco della sudorazione, confusione mentale, respiro affannoso, crampi e vertigini. In casi gravi si può anche avere un blocco della circolazione sanguigna: le pupille si dilatano, si possono avere svenimenti, convulsioni e delirio.

 

Uscendo un attimo dal nostro discorso…

Questa estate, abbiamo avuto un caso di liquefazione… Un aumento della temperatura interna ad un paziente obeso, con una dose di psicofarmaci in corpo.

Dopo essersi sdraiato per una semplice pennichella all’ombra, è stato raggiunto dal sole di mezzogiorno ed è rimasto esposto per un tempo “indefinito” ad alta temperatura. Questa esposizione gli ha provocato un colpo di calore con perdita di coscienza ed un aumento della temperatura interna con liquefazione degli organi….

La diagnosi è stata fatta dopo un risveglio forzato da farmcaci e da un rigurgito biliare.

I primi provvedimenti in qualsiasi caso, sono quelli di chiamare l’autorità sanitaria, per poi far sdraiare la persona in un ambiente fresco, asciutto e ventilato, bagnare tempie e polsi con acqua. Dopo la ripresa di coscienza, solo sul consiglio dell’autorità sanitaria sul posto, eventualmente, somministrare liquidi.

Continuare a raffreddare tutto il corpo avvolgendo l’infortunato in un asciugamano bagnato, effettuando spugnature o impacchi di acqua fredda oppure mettendo la borsa del ghiaccio sulla fronte o sull’inguine, così facendo dovrebbe progressivamente abbassarsi anche la febbre. Fare attenzione a non provocare ipotermia, lasciandolo esposto ad agenti esterni.

 

Come gestire i cali di attenzione:

Per lavorare correttamente il nostro pannello di controllo ha  bisogno costante di ossigeno ca 70% e zucchero il restante 30% . Con una buona alimentazione, nell’arco della giornata,  si ha un carico nutrizionale corretto per gestire l’attenzione, la pazienza, la concentrazione e la prestanza fisica sul bordo vasca o in ambiente.

Ingerire piccole dosi di carboidrati, permettono al nostro pannello di controllo di rilasciare un ormone che innesca la fase glicemica fisiologica.

Un buon ripristino idrico giornaliero permette l’equilibrio fra le entrate e le uscite di acqua. Il pareggio del bilancio idrico è la premessa indispensabile per un buon funzionamento dell’organismo. Una perdita del 2%-3% del peso corporeo in acqua compromette le prestazioni e ne accentua le sensazioni di fatica e difficoltà’ nella concentrazione, ma un deficit più marcato può diventare pericoloso.

Perdere acqua vuol dire sequestrare liquidi anche al sangue, che si traduce in un maggiore stress per il sistema cardiovascolare e in una maggiore difficoltà nel tenere a bada l’innalzamento della temperatura corporea.  Le nostre cellule vivono e funzionano bene attorno ai 37°C. Oltre cominciano i guai…

All’interno del Seminario dedicato alla formazione specifica della figura dell’assistente bagnante, verranno evidenziati tutti i metodi pratici di primo soccorso e sulla gestione dell’attenzione.

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fonte http://www.alexstecchezzini.it

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