Né bagnini, né avvisi: e si muore

Il Comune non ha rispettato l’ordinanza della Capitaneria


ORBETELLO. La Medusa del Caravaggio intarsiata su una colonna di marmo in mezzo alla Riserva della Feniglia ricorda a chi vuole raggiungere il mare dalla strada sterrata la morte del pittore e l’assenza di scudi al dolore. Lo ripete Don Pietro nel Duomo di Orbetello durante i funerali del piccolo Vittorio Calussi, annegato a 5 anni davanti a papà e sorellina. «Non ci sono parole per la sofferenza, meglio il silenzio». Ma due vittime in 8 giorni, che fanno quattro dall’inizio della stagione nella zona di Orbetello, indignano se un dossier mette a nudo le carenze di cartellonistica e piano dei soccorsi.
Si legge nell’ordinanza della Capitaneria di Porto del 30 aprile scorso a proposito della disciplina delle attività balneari nelle spiagge libere nei comuni grossetani, compreso quello di Orbetello, su cui ricade circa il 90% dei 474 ettari della Feniglia: «I Comuni devono provvedere ad organizzare il servizio di salvataggio»; se non lo fanno «devono darne immediata comunicazione all’autorità marittima e provvedere ad apporre sulle relative spiagge adeguata segnaletica ben visibile dagli utenti con la seguente dicitura: «Attenzione balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio». In più – conclude l’ordinanza – «le amministrazioni devono controllare la permanenza della segnaletica e devono provvedere all’immediato ripristino»

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http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2011/07/19/news/ne-bagnini-ne-avvisi-e-si-muore-4640946


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