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Spiagge più sicure dopo il Convegno Mondiale del 2011 sulla Prevenzione dell’Annegamento

 

 

Il 2 marzo 2012 è stato presentato ad Orvieto il nuovo manuale di “Soccorso in ambiente acquatico” del Dr. Riccardo Ristori, Direttore Generale Sanitario Nazionale della S.N.S. (Società Nazionale di Salvamento-Onlus).

 

 

Il manuale presenta novità  importanti e si incentra sulle situazioni tipiche a che un bagnino di salvataggio deve affrontare  come soccorritore professionale in tutti gli ambienti acquatici (spiagge, piscine, laghi, fiumi, ecc.).

La Società Nazionale di Salvamento è sorta nel 1871 per impulso di un gruppo di medici  e per un lungo tratto di storia è stata l’unica associazione ad occuparsi della “rianimazione degli asfittici”  e al tema dell’annegamento ha dedicato gran parte delle proprie energie e della propria ricerca nel corso dei suoi 140 anni di storia.

 

Abbiamo vissuto, tuttavia, un periodo in cui, abbandonate le tecniche di rianimazione manuale, con  la diffusione delle tecniche di BLS (Basic Life Support) ci siamo trovati   in una posizione di retroguardia e,  da trainanti, siamo diventati trainati.

 

Negli ultimi anni, inoltre,  una scossa provvidenziale è  stata data al sistema sanitario da due importanti eventi: l’invenzione e la diffusione dei defibrillatori semiautomatici, utilizzabili anche da personale laico, e la nazionalizzazione del servizio di soccorso medico d’emergenza, il 118.

Affiliandoci ad una organizzazione di grande prestigio (IRC Comunità)  ci ha permesso di aggiornarci, di metterci al passo coi tempi e soprattutto di costruire una rete  di istruttori in grado di diffondere su tutto il territorio nazionale le tecniche di BLS-D (anzi di BLS-AED) garantendoci una competenza che ci pone nel nostro campo, di  nuovo, all’avanguardia. Di ciò ne è una testimonianza il nuovo manuale del dott. Ristori.

 

“Ci è sembrato opportuno riprenderci la nostra tradizione per rispondere alle esigenze di una associazione che ha la prerogativa di essere la più grande organizzazione di bagnini d’Europa e, probabilmente, anche del Mondo”.

Le nozioni di medicina fornite nel manuale “Il soccorso in ambiente acquatico”  sono aggiornate a ILCOR 2010 e al WORLD CONFERENCE ON DROWNING PREVENTION tenutosi a Da Nang (Vietnam) nel marzo 2011 a cui il dott. Ristori ha partecipato in veste di unico relatore italiano. Laureato in medicina a Firenze con master  negli Stati Uniti e specializzato in medicina d’urgenza con stage all’Harvard Medical School, è stato anche bagnino di salvataggio in gioventù per pagarsi gli studi universitari per cui conosce a fondo anche la realtà dei salvataggi “sul campo”.

 Durante gli scambi di opinioni emerse dal Convegno è apparso di grande interesse l’importanza data all’insufflazione immediata, nella modalità bocca-bocca/ bocca-naso, dal bagnino al pericolante quando ancora in acqua; la dilatazione dei tempi di rianimazione anche oltre le due ore in condizioni di acqua fredda e conseguente ipotermia; il limitato impiego del DAE; l’uso di mezzi speciali utilizzati dai bagnini in varie parti del mondo come il Basic Water Life Support, teoria sviluppata dall’idea del professore olandese Spitzman, autore dell’Advanced Water Life Support, un algoritmo utilizzato dal personale medico per curare il paziente vittima dell’annegamento.

    Nei corsi per bagnino della Società Nazionale Salvamento, assieme alle abilità acquatiche, all’uso delle cannule di Guedel, della Pocket Mask, del pallone autoespandibile (o di Ambu), al Defibrillatore Semi-Automatico, si insegnerà anche l’uso della tavola spinale e del collare cervicale per intervenire sugli incidenti da trauma dovuti a tuffi sconsiderati su bassi fondali, tipici delle nostre spiagge come anche l’ossigenoterapia da applicare alle persone ancora coscienti che hanno subito un deficit respiratorio, per evitarne così il successivo arresto cardiaco. Il Dr. Ristori ha sperimentato questo nuovo metodo sui pazienti arrivati in ospedale in condizioni critiche prima di proporlo nei nuovi corsi. «Ma l’obiettivo  – spiega – è far capire anche alle Capitanerie di Porto l’importanza dell’ossigenoterapia per il paziente vittima del semi-annegamento».   Anche il Ministero della Salute ha recentemente espresso parere positivo sulla possibilità di somministrazione di ossigeno da parte di soccorritori occasionali (e il bagnino S.N.S. non è un soccorritore occasionale!) senza incorrere nell’esercizio abusivo della professione medica.

 

 

L’UNIVERSITA’ DEI BAGNINI

La professione di bagnino di salvataggio riscuote sempre un senso di ammirazione e rispetto da parte di chiunque anche grazie ai serial televisivi di fattura americana. Oltre al mitico “Baywatch” ne sono sorti tantissimi altri che un pò favoleggiano e un pò mitizzano il ruolo del bagnino. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Ad esempio, accanto al “Baywatch” americano è sorto anche un serial australiano “Bondi beach” (leggi: bon-dai)  dal nome di una famosa spiaggia-di-non-ritorno australiana (termine tecnico per indicare una spiaggia in cui le correnti marine generate dal moto ondoso portano al largo) dove ogni giorno (ogni giorno) si verificano incidenti di qualsiasi tipo e dove i bagnini, sono impegnati in salvataggi di ogni specie. Se non ci credete… digitate “Bondi Beach” su un qualsiasi motore di ricerca e… godetevi lo spettacolo delle immagini! E’ considerata a ragione l’università dei bagnini di salvataggio e vediamo perchè!

I bagnini anglosassoni non sono dei mostri sacri del salvamento ma semplicemente sono persone ben addestrate che lavorano all’interno di una struttura con un piano di emergenza ben definito per qualsiasi tipo di incidente: radio portatili, attrezzi da salvataggio, kit di rianimazione, defibrillatori e kit di ossigeno sono sempre presenti e a portata di mano. Inoltre il bagnino si muove sempre in squadra e mai da solo! La Società Nazionale di Salvamento da molti anni ha preso come obiettivo lo stile di soccorso dei colleghi anglosassoni e da quest’anno ha incrementato ancor di più il proprio standard di preparazione. Vediamo quali sono le caratteristiche dei Lifeguard (bagnini) della Royal Life Saving Society (Reale Società di Salvamento) e poi paragoniamoli con quelli di S.N.S.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=KXjEnTHMUow[/youtube]

 

Prova di acceso al corso per Lifeguard della Royal Life Saving Society, UK


a)            Nuotare 100 mt, senza fermarsi,  in  120 secondi.

b)           Nuotare 50 mt in 50 secondi.

c)            Riuscire a tuffarsi da almeno 2 mt di altezza.

d)           Riuscire ad uscire dalla vasca senza usare la scaletta.

e)            Mantenere una apnea per un minimo di 3o secondi.

f)             Conoscenza della lingua Inglese.

Il corso ha una durata di 7gg intensivi!

 

Prova d’esame per Lifeguard della Royal Life Saving Society, UK

L’esame si intende superato se si eseguono tutte le Unit correttamente.

E’ concesso ripetere una volta una Unit ad esclusione della n° 1 (Prove in Acqua).

Unit 1 (prove in acqua)

Nuotare i 20/20 in meno di 65 secondi : partenza dalla parte bassa della piscina (vestito con t-shirt e bermuda ),  nuotare per 20 mt ,  ”approcciare”  il pericolante e con tecnica di nuoto a salvamento riportarlo a bordo vasca.

Nuotare i 20/10 in meno di 45 secondi : partenza dalla parte bassa della piscina (vestito con t-shirt e bermuda ), nuotare per 20 mt ,  ”approcciare”  un non-cosciente girarlo  e trasportarlo per 10 mt .

Recupero dal fondo (3 mt) : entrata in acqua, recupero del manichino dal fondo della piscina, “approcciare” un pericolante non-cosciente  avvicinarsi al bordo vasca, tirarlo fuori  con l’aiuto di un collega ed eseguire le manovre del caso (BLS).

Pericolante con sospetta lesione della colonna vertebrale :  girare a faccia in su il pericolante (seguendo la tecnica che è abbastanza complessa)  e trasportarlo per 10 mt.

Tavola spinale: manovra in team (4 lifeguard) per assicurare un pericolante alla tavola spinale .

Manovre con l’uso del defibrillatore.

Unit 2  (leggi e regolamenti)

Esame teorico sulle responsabilita’ morali,civili e penali in uk e nei paesi del ”Commonwealth”  che coinvolgono i lifeguards .

Unit 3 (Prova di primo soccorso)

Riconoscere e trattare: l’annegamento, le lesioni alla spina dorsale, le fratture, le  slogature,  l’infarto,  lo shock e gli attacchi di epilessia.

Dimostrare di essere in grado di praticare bendaggi.

Unit 4 (prova di BLS-D)

Dimostrare di saper fare la rianimazione ad un adulto, un bambino e un neonato.

CPR adulto con 2 lifeguard con adulto con sospetta lesione spinale.

CPR 2 lifeguard con pocket mask

Dimostrare di saper usare il Defibrillatore.

NB. Il superamento dell’esame finale non è assolutamente garantito e nel malaugurato caso che non sia superato, si deve ripetere l’intero corso.

 

BENISSIMO! QUESTO SI CHIAMA PARLAR CHIARO!

E adesso vogliamo confrontarlo con un corso di bagnino di salvataggio della S.N.S.?

Il corso che da ottobre 2012 S.N.S. fornirà ai nuovi bagnini comprenderà delle nuove abilità! Come è stato possibile questo salto di qualità?

Grazie all’intuito e alla caparbietà del nuovo direttore sanitario di SNS, Dr. Riccardo Ristori che ha saputo unire le sue esperienze di bagnino di salvataggio (in gioventù) alle più moderne tecniche di rianimazione da lui apprese in campo medico, confrontandole con quelle usate dai colleghi anglosassoni… indubbiamente i migliori al mondo e… eccoci quà! Siamo gli unici in Italia ad avere un proprio protocollo di intevento per incidenti acquatici!

Alla fine del corso di bagnino di salvataggio SNS saprai:

– prevenire un incidente e, nel malaugurato caso di essere arrivato in ritardo… gestirlo (da solo o meglio ancora in squadra)

– usare presidi medici per la rianimazione (cannule di Guedel, pocket mask, pallone autoespandibile, ossigeno, defibrillatore) su adulto, bambino, lattante.

– stabilizzare un pericolante con sospetta lesione spinale su apposita tavola spinale con collare cervicale

Comunque, per conoscere quali saranno le prove d’esame. consulta il seguente link

http://www.salvamento.it/index.php/formazione/bagnino-di-salvataggio/48-il-regolamento-degli-esami.html (non aggiornato ! )

Che aspetti!…. salta in acqua… diventa molto di più che un semplice bagnino… diventa un Soccorritore Acquatico della Società Nazionale di Salvamento!

Bagnini, surfisti, subacquei, canoisti, kite-surfer, e… nuotatori evoluti… il corso è consigliato a tutte queste categorie di amanti del mare per imparare a fronteggire le più disparate situazioni che potreste incontrare!    

 Fonti: (SNS Mestre- Lifeguard Italia)

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