Quando senti arrivare l’inferno 20-07-2011

Bagnini della Costa Verde

Sono le 9:35, arrivato nella bellissima spiaggia di Funtanazza, presso la marina di Arbus.

Entro in servizio alle 10:00.

Oggi soffia un forte maestrale.

Sarà una giornata in cui dovrò stare molto attento.

Scarico la mia solita attrezzatura: rullo con 200 m di sagola, baywatch, borsa soccorso e il mio zaino con l’acqua e il cibo.

Il mare è troppo agitato.

Non basta la solita bandiera rossa a tenere i bagnanti lontani dalla forte corrente.

Meglio metterne 4  ad una distanza di 80 metri l’una dall’altra, lungo tutta la battigia.

Alle 10:00 indosso la maglietta,il fischietto ed inizio la camminata sull’arenile.

Noi Bagnini chiamiamo questo tipo di sorvegnianza “fare le vasche”, ossia andare avanti e indietro tutto il giorno lungo la battigia per poter intervenire tempestivamente nel caso in acqua ci sia qualcuno in difficoltà.

La mattina passa in fretta.

I bagnanti sono molto educati, vedono le bandiere, mi chiedono  le condizioni del mare e se è possibile fare il bagno sulla riva.

Alle13:20 il mare diventa ancora piu grosso e correntoso.

Decido di stare sulla torretta per poter scrutare al meglio tutto il litorale.

Anche il vento è leggermente più forte.

In spiaggia è scesa Maria, una donna che,  per scelta di vita,  sta qui,  raminga, amante della natura, forse anche un po’ pazza.

Malgrado la sua presenza,  il mio sguardo è sempre sul mare,  in un continuo screening del mare che devo sorvegliare.

Alle15:45 vedo un ragazzo sul lato destro della torretta correre indicandomi il mare.

Una frazione di secondo e vedo  sul finire della spiaggia, dove le onde si infrangono sulla roccia, due ragazzi in difficoltà.

Andrea e Leonardo erano con l’acqua alle ginocchia  su una secca, ma la forza delle onde è tale che ad ogni risucchio si allontanano dalla riva.

Prendo il Baywatch.

Sono lontano 200 metri da loro e devo correre sulla battigia fino al punto giusto per entrare in acqua.

Claudio, un ispettore della polizia di Stato in vacanza, si è già mosso ed è a metà strada tra la riva e i ragazzi in difficoltà.

Nuoto e  dopo 4..forse 5 massimo 10 bracciate sono su di lui.

Siamo sul primo dei ragazzi.

Claudio è gia stanco, esausto.

Le onde e la corrente ci stanno sfinendo.

Mi passa Andrea.

Non so quanti colpi di rana ho dato per portarlo in salvo  sulla secca.

Claudio si accascia sulla battigia….. è sfinito.

Non ho tempo da perdere.

Leonardo è gia troppo lontano ….. è a più di 100 metri di distanza.

E’ in un punto, molto pericoloso….. li dove si incontrano le correnti.

Ancora qualche minuto e sono su di lui.

Tento il recupero utilizzando la presa sotto ascellare.

In quell’inferno non si puo fare nulla.

Non saremmo durati a lungo in quelle condizioni.

Stiamo bevendo tantissimo.

Fortunatamente, dei ragazzi sulla riva, si avvicinano col rullo della mia postazione.

L’unico modo per aiutarmi è di rischiare un’ altra vita!

Qualcuno deve entrare sulla secca per tentare di tirarmi la sagola del rullo.

Leonardo è in seria difficoltà.

Respira male, è asmatico.

Un ultimo sforzo……  decido di mettercela tutta per salvargli la vita!

Gli passo il baywatch e gli dico di afferrarlo forte.

Nuoto contro corrente,  cosa che un bagnino non dovrebbe mai fare…… ma …..  la secca con la roccia e li ….. a meno di 10 metri …… devo arrivarci  e prendere la sagola.

Non so quanto forza e quanto tempo mi rimane.

Imprimo sulle gambe tutta la potenza che ho.

L’inferno è ormai alle porte ….. ma …..  il rosso del fuoco cambia  colore ….. sulla mia sinistra ….. spunta la  sagola …..

è la nostra salvezza!

Piano piano, aiutati da terra,  guadagniamo la riva.

Il mio lavoro  non è finito.

Chiamo  il 118 e inizio a prestare i primi soccorsi ai ragazzi e a Claudio.

Leonardo continua a respirare male.

Arrivano i colleghi del 118 che continuano a prestare le cure  ai due ragazzi e al coraggioso Claudio.

Il 118  trasferisce i tre presso la Guardia Medica di Portu Maga.

Sono le 17:06:  ancora un ora a guardare ” l’ inferno” prima della fine del turno.

Ho la mente confusa ….. mi chiedo: <<  vale la pena rischiare la propria vita per gli altri?>>

Leonardo e Andrea sono due ragazzini, 11 e 12 anni,  hanno tutta una vita da percorrere.

Non potevo proprio permettere che questa giornata d’inferno portasse via questi due angeli!

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a salvare le nostre vite!

l’Ispettore Claudio Capellini per il suo eroico aiuto,

l’equipe medica del 118 di Portu Maga,

il responsabile della sezione salvamento a mare della Protezione Civile del Medio Campidano,

il supporto della sala radio della Protezione Civile

ed infine  ringrazio tutti i bagnanti che mi sono stati vicini.

Per inciso, sono sicuro che se fossi entrato in acqua vincolato al rullo i tempi per portarlo e  istallarlo avrebbero potuto compromettere il salvataggio,  probabilmente il secondo dei ragazzi sarebbe morto fra i frangenti  o contro gli scogli, guadagnare la secca e la sagola è stata la nostra salvezza!

Mi duole leggere giornali come: ” Il Tempo” , “Nazionale” e “La Nuova Sardegna” che nelle pagine di cronaca  hanno raccontato i fatti in modo errato conditi  di invenzioni fantasiose.

Mi congratulo invece con il giornalista GianPaolo Pusceddu del quotidiano ” l’Unione Sarda ” che in poche righe ha riportato l’esatta sequenza dei fatti.

Moi Angelo

Fonte: http://www.facebook.com/notes/angelo-moi/quando-senti-arrivare-linferno-20-07-2011/224920327546245

14 Comments

  1. Grazie agli amici di Lifegard Italia per aver pubblicato questo racconto, un episodio che mi a caratterizzato la vita e come una cicatrice resterà sempre nel mio cuore…

  2. Grazie a te Angelo. Il tuo racconto ha defibrillato le nostre coscienze.
    La nostra professione è bellissima!
    Il nostro operato non ha prezzo!!!
    Grazie a tutti i lifeguard

  3. bravo ottimo lavoro ogni bagnino è fiero di fare questo lavoro e quando sei li nn ti passa niente nella testa in quei pochi secondi che hai prima di mettere il primo piede nell’acqua ancora complimenti!!!

  4. Complimenti Angelo e in qualche modo ragazzi a tutti noi che senza guardare stipendi o altre venialità ogni giorno iniziamo senza pensare se ne valga la pena o meno e ogni sera rispondiamo in modo affermativo ad una domanda per noi con unica risposta

  5. anche io sono un’assistente bagnanti….purtoppo c’è gente dove opero io…che non riesce a capire che allontandosi sfidando il mare rischiano di far pardere la vita nn solo a loro ma anche a noi stessi che dobbiamo andare a salvarli…anche io come angelo spesso penso…vale la pena rischiare la nostra vita x gente che non se ne frega nulla della sua?

  6. Posso dire con assoluta certezza che le cose non sono andate esattamente così!La prima persona che ha messo a repentaglio la propria vita x salvare i ragazzi è stato il Primo Direigente della P.S. dott.Claudio Cappellieri comandante del XIII reparto mobile Sardegna e non l’Ispettore Claudio Cappellini, nome e grado errati.Con grande coraggio e grande difficoltà ha raggiunto i due ragazzini e li ha presi saldamente e sempre con grande difficoltà è riuscito ad avvicinarsi alla riva. Ormai era sfinito e tenendo sempre ben stretto uno dei ragazzi, ha lasciato l’altro nelle mani del bagnino, che intanto accortosi della cosa, si era buttato in acqua.Il dott.Cappellieri ha raggiunto la riva sfinito con uno dei ragazzi, mentre il bagnino cercava di risalire con il secondo ma la corrente li aveva di nuovo allontanati. Allora dalla riva si sono attivate delle altre persone che hanno srotolato la fune in dotazione ai bagnini e sono riusciti a farla avere al bagnino in acqua, il quale, x colpa della forte corrente e del mare agitato, aveva difficoltà a raggiungere la riva. Così, finalmente, una volta aggrappati alla fune, sono riusciti anche loro, stremati, a ritornare verso la riva.Ho voluto precisare tutto ciò, non x togliere importanza all’operato del bagnino, assolutamente, ma x dare risalto, invece, all’operato del dottor Claudio Cappellieri. Se oggi quei due ragazzini possono raccontare la loro brutta avventura, sicuramente l’80 x cento dei ringraziamenti vanno a lui!

  7. Posso dire con assoluta certezza che le cose non sono andate esattamente così.La prima persona che ha messo a rischio la sua vita x salvare i due ragazzini è stato il dott. Claudio Cappellieri, Primo Dirigente della P.S. e comandante del XIII Reparto Mobile Sardegna e non l’Ispettore Claudio Cappellini,nome e grado errati. Il dott. Cappellieri, appena notato i due ragazzini in difficoltà in mezzo alle onde, non ha esitato a tuffarsi x andare in loro soccorso. Il mare e la corrente erano fortissimi e ha avuto non poche difficoltà a raggiungere i ragazzi. Ma appena raggiunti li ha presi saldamente e con grande sforzo si è avvicinato alla riva. Intanto il bagnino accortosi della cosa si era gettato anche lui in mare x andargli incontro.Il dottor Cappellieri, stremato, da al bagnino in consegna uno dei ragazzini portando l’altro in salvo a riva.Ma il mare e la corrente erano troppo forti e il bagnino e il ragazzo si ritrovano di nuovo a largo. Allora dei bagnanti decidono di prendere il rullo con la corda dato in dotazione ai bagnini e così fanno arrivare al bagnino in difficoltà la corda. I due, ormai stremati,riescono a prendere la corda e così, finalmente, a tornare a riva. Se ho voluto precisare tutto ciò, non è x togliere importanza all’operato del bagnino, ma solo x dare la giusta importanza a ciò che ha fatto il dottor Claudio Cappellieri. Se oggi i ragazzi possono raccontare la loro brutta avventura, l’80x cento dei ringraziamenti li devono a lui.

  8. noi non eravamo li e non possiamo giudicare! L’importante è il risultato, un ottimo lavoro!
    Se vuoi pubblicare la tua versione in una pagina ad ok siamo a tua disposizione.

  9. Chiedo scusa x il doppio commento praticamente uguale, ma il primo non risultava registrato e quindi l’ho registrato sotto un’altra Email. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che contano i risultati ma è anche giusto rendere il giusto merito a chi ha rischiato la propria vita x salvare quella altrui.

  10. Non mi sembra che i due resoconti dei fatti siano molto diversi, nè tantomeno mi pare che il resoconto del bagnino voglia sminuire il gesto del dott. Claudio. Al contrario, lo definisce un gesto “eroico”. Quindi non vedo il senso di questo commento, sarebbe stato più giusto scrivere un’impressione ed un resoconto personale di chi è intervenuto nel salvataggio secondo me.

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